Mai stato dietro le quinte di un’opera rock?

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Sei mai stato dietro le quinte di un opera rock? Come nasce questo tipo di opera teatrale così complessa? E cosa succede al di là del palcoscenico?
Risponde Riccardo Scandiani, autore e musicista dell’opera rock Roadissea, che ci racconta in questo post la nascita di questo spettacol teatrale e qualche retroscena simpatico…

Riccardo Scandiani, noto musicista e autore ha esordito da giovane con un gruppo spalla dei Bisonti e dei Formula 3, nella vita ha scritto testi e musiche per svariati spettacoli teatrali.

Nel 1982 viene pubblicata “Roadissea”, l’opera rock di cui Ricky Scandiani ha scritto testi e musiche avvalendosi della collaborazione in sala di registrazione di famosi musicisti ferraresi come Ares Tavolazzi, Lele Barbieri, Roberto Formignani, Leonardo Carboni, Roberto Poltronieri.

Con alcuni brani tratti da “Roadissea” nel 1984 si qualifica al terzo posto alla selezione “Una canzone per Sanremo” e viene premiato da Pippo Baudo a Domenica in.

Nel 1995 entra nel gruppo argentano I giovani ‘90 con il quale partecipa in qualità di cantante e tastierista a svariati musical con tournée italiane e negli Stati Uniti con Lucio Dalla, André De La Roche e partecipando ad alcuni programmi televisivi su Rai 1 e Rai 3.

Nel 2005 organizza e mette in scena lo spettacolo Tributo ad Enzo Jannacci in occasione del 70° compleanno del medico-cantautore milanese. Dal 2010 al 2011 assume la direzione musicale della Scuola-Laboratorio Teatrale “Facciamo Compagnia” collaborando con artisti come Alessandro Benvenuti, i gemelli Ruggeri.

Chiediamo a Ricky Scandiani allora di farci entrare nel vivo dell’opera rock, e soprattutto di farci vedere la creazione e la messa in scena di un opera teatrale da un punto di vista diverso, quello del Dietro le quinte.

Roadissea da opera teatrale a opera rock

“Roadissea è la realizzazione di un sogno, un sogno nato 35 anni fa da un giovane studente di medicina che suonava il pianoforte ed amava il teatro. Costui si appassionò talmente tanto alla lettura dell’Odissea omerica da pensare di riscriverla attualizzandola e, soprattutto, musicandola.

Nasce così un’opera rock pensata, inizialmente, come una semplice registrazione in uno studio di fortuna, suonata e cantata da amici musicisti.

Con il tempo anche la nave del giovane compositore, così come quella di Ulisse, incontra molte tempeste e il sogno viene accantonato.

Due anni fa Roadissea rinasce grazie a 41 giovani studenti della Scuola di Musica Moderna di Ferrara che, coinvolti nel progetto, accettano di farne parte con grande entusiasmo. La Scuola di Musica Moderna di Ferrara è la più frequentata dell’Emilia Romagna con oltre 700 iscritti, ed è la terza in Italia.

Così dopo oltre 30 anni si ritorna in sala di registrazione ed esce un doppio CD autoprodotto, per una durata di circa due ore, composto da 22 brani riarrangiati e “svecchiati” dalle sonorità “progressive” di allora.
Roadissea,
però, nasce soprattutto come opera teatrale. Per questo motivo al nostro entusiasmo si è unito quello di una bravissima coreografa, Ingrid Cassani, che ha messo in gioco le sue 12 giovani ballerine che vanno a sottolineare le parti più importanti dell’opera rock attraverso movimenti di pole dance ed antigravity.”

E’ stata un’odissea anche la nostra, perché organizzare tante persone, coinvolgerle in un progetto ambizioso senza avere dietro sponsor importanti, mezzi economici è stata veramente un’impresa.

“Stringendo i denti davanti alle tante difficoltà, la nostra energia positiva ha contagiato anche un bravo regista di grande esperienza, Lorenzo Guandalini (ha collaborato anche con il mitico Garinei) che ha preso in mano le redini del tutto. La compagnia è così giunta al debutto che è stato sabato 28 novembre 2015 al Teatro Comunale De Micheli di Copparo (Fe) con la speranza che questo fosse solo l’inizio di un bellissimo viaggio.”

“Anche in questa storia, come in tutte le favole, c’è una morale: bisogna sempre seguire i nostri sogni o, per dirla con le parole di una gran donna, Eleanor Roosvelt: ”Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”.

“La vita è una strada, un percorso, magari già predeterminato, già prestabilito, ma non altrettanto noto. Sappiamo la partenza, che spesso non ricordiamo nemmeno con esattezza; ne intravediamo la fine, o forse la immaginiamo solamente, cerchiamo di prevederla, intuirla, ma nessuno sa dov’é.

In pratica conosciamo solo gli ultimi passi fatti e proviamo a programmare i prossimi di un futuro più immediato; talvolta ci azzardiamo a voler “tornare sui propri passi” ma ci è impossibile ripercorrere esattamente le ultime orme, come se il mare di cose nel quale ci muoviamo si richiudesse su se stesso cancellando i nostri segni lasciati.

La vita è dunque un tragitto solo in parte noto, duttile, malleabile in questo immenso mare di vie.”

“E non solo questo percorso è nel mare, bensì è il mare stesso che ritirando le sue onde al nostro passaggio ci presenta queste nuove forme di vita guidandoci, deviandoci magari anche involontariamente, comunque aiutandoci a creare e a vivere il nostro viaggio.

Il percorso, quindi, è il mare stesso: ROAD-IS-SEA come direbbero gli inglesi.

Ulisse la sua strada la sa, in fondo anche reggere le redini di una ridente isoletta dello Ionio può diventare una monotona quotidianità e portare alla benevola pigrizia dell’accettazione. Nemmeno lui poteva aspettarsi che improvvisamente un’onda lo liberasse dal tran-tran dandogli l’opportunità non tanto di cimentarsi in una guerra, quanto di sconvolgere il suo percorso aprendogliene uno nuovo ricco di persone e di situazioni diverse.

Il nostro è un Ulisse in jeans precipitato ogni volta, dal suo incredibile viaggio, in mondi differenti.

Gli individui in cui si imbatte non sono certo mitici e irreali personaggi di un mondo fantastico distante chissà quanti anni-luce dal nostro, ad esempio l’ingenuità e l’immaturità di Nausicaa o la possessività della passiva e depressa Calypso sono, purtroppo, caratteristiche ravvisabili in molte persone.

Il questionario che Alcinoo sottopone al nostro Ulisse, per aiutarlo, può ricordare la richiesta di un “curriculum vitae” di un qualsiasi capo del personale.

E allora cosa c’è di tanto avventuroso nel viaggio di Ulisse? Nulla di più di quanto ci sia nel viaggio quotidiano di ognuno di noi.

Se “Road is sea” per Ulisse, lo è anche per noi.

Non è necessario essere re di Itaca, a chiunque il retrarsi di un’onda può presentare un popolo di “mangiatori di Loto”, hippies anni ’60, che anziché affrontare la realtà preferisco costruirsi un mondo artificiale abbandonandosi totalmente al fiore dell’oblio.

Ed è altrettanto comune trovarsi a dover varcare la soglia che ci porterà ad un party, magari di Eolo.

Circe poi, è una femminista delusa dall’atteggiamento maschile, mentre Polifemo è un gigante ipnotizzatore antimilitarista ed ecologista. Vive solo curando il proprio orto, lontano da tutti, amareggiato dalla materialità dei suoi contemporanei.

“Quando mi accinsi a rileggere attentamente l’Odissea, capii che dovevo andare oltre al fascino delle parole scritte dal grande genio di Omero, dovevo inoltrarmi nel sottotesto, calarmi il più possibile nei suoi panni per arrivare a capire che la diversità di un personaggio come Polifemo, non stava tanto nella sua altezza o nell’unico occhio che possedeva, quanto nella sua scelta di vita, nel suo atteggiamento nei confronti di Ulisse e i suoi compagni.

Era capire che Penelope non fosse tanto la “brava-e-fedele-casalinga” che attende speranzosa, ma anch’essa individuo con una sua “road” da percorrere; il mare nel ritirarsi a lei presenta “cinque o sei scalmanati egocentrici ed esagitati (…) che voglion prendere il potere” (per dirla con le parole del tanto impotente quanto fedele Eumeo), personaggi a cui lei deve tener testa per far fronte ad esigenze anche politiche ed amministrative.

Il merito di Ulisse sta forse solo nel non emulare lo struzzo affrontando a viso aperto ogni scoglio che il mare gli presenta.”

Alcuni aneddoti avvenuti dietro le quinte di Roadissea

“Una cosa simpatica è stato documentare, filmando, quasi tutte le sedute in sala di registrazione e molti momenti durante le prove. Ne è nata una sorta di Paperissima un collage di errori, bloopers e gaffe, riprese soprattutto dalla nostra costumista e scenografa Virna Comini, che, montate “ad hoc” in un video, abbiamo proiettato nella serata di presentazione di Roadissea alla stampa.

Mi viene in mente un vero e proprio aneddoto pensando a quando, sempre con Virna, visti gli scarsissimi mezzi a disposizione, stavamo preparando un enorme scoglio in cartapesta nella sala di casa nostra. Presi dall’ entusiasmo non ci siamo resi conto che la larghezza era notevolmente superiore a quella della porta.

Morale: o abbattevamo parte del muro o modificavamo una parte consistente della struttura dello scoglio. Ovviamente abbiamo optato per la seconda soluzione nonostante l’insoddisfazione di colei che aveva ideato le scene.”

E adesso goditi il Video Completo dello spettacolo Roadissea su WelcomeTheatre.com

 

Affascinante il racconto di questo spettacolo musicale, vero? Condividi questo post sui tuoi Social o lascia un commento qui sotto se hai altre curiosità 😉

Se sei appassionato di musical e dei suoi retroscena, leggi anche cosa è successo nel backstage di Jersey Boys il musical.

 

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Tag:, , , Filled Under: Dietro le quinte Posted on: 9 September 2016

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