Intervista a Cristiano Gazzarrini autore di Ultimo Spettacolo – The Show

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Continua l’indagine di Teatro Digitale, tra gli addetti ai lavori del mondo dello spettacolo, sull’importanza della promozione online del teatro nell’era digitale. Parliamo con Cristiano Gazzarrini, regista ed autore con Enrico Savini, di Ultimo Spettacolo, vediamo cosa ne pensa della fruizione digitale delle opere teatrali e degli strumenti di promozione online per pubblicizzare gli spettacoli teatrali.

Come si muovono oggi gli autori, i registi e i produttori teatrali per promuovere il proprio spettacolo? Il teatro si lascia contaminare dalle innovazioni tecnologiche e digitali? Intervistiamo a tal proposito il regista, autore, motion-graphic-designer italiano Cristiano Gazzarrini, che ha messo in scena uno spettacolo che rappresenta a pieno titolo tutto questo: Ultimo Spettacolo – The Show.  Un’opera sperimentale di contaminazione digitale, un nuovo concetto di spettacolo che unisce burlesque, recitazione, teatro, musica dal vivo e proiezione video.

Cristiano Gazzarrini si forma presso la Scuola di Cinema IMMAGINA di Firenze ed è attivo professionalmente dal 2000 operando su molti ambiti dello spettacolo e della produzione audiovisiva, collaborando con diverse case di produzione per la realizzazione di spot, videoclip, cortometraggi, documentari e programmi televisivi.

Dal 2103 cura la regia dello spettacolo teatrale-burlesqueUltimo Spettacolo”, interpretato da Eve La Plume. Dal 2008 sperimenta nuovi linguaggi audiovisivi grazie alla stereoscopia, nel 2010 fonda la società di produzione 3DViVO, uno dei primi network di professionisti specializzati in produzioni stereoscopiche in live-action. Ha curato la regia per spot web di marchi internazionali tra cui TOD’s e COIN, ha collaborato con programmi Tv di rilievo nazionale: Dopo Festival San Remo (RAI1), Markette (LA7), Chiambretti Night (ITALAI1), La Gabbia (LA7).

Per saperne di più ecco il suo sito: www.cristianogazzarrini.com

Ma passiamo subito alla nostra intervista…

 

Il teatro usa adeguatamente gli strumenti della comunicazione digitale per promuoversi?

Penso che la promozione digitale fine a se stessa sia poco lungimirante, se il teatro (inteso come insieme dei suoi operatori) non riuscirà  a mettere in discussione il concetto di teatro come viene percepito da chi non ha mai assistito ad uno spettacolo. E’ poco lungimirante andare ad intercettare il pubblico che già è solito andare a teatro, è necessario cercare di rivolgersi a coloro che non hanno mai visto uno spettacolo, che non conoscono il teatro, o che ne hanno comunque una visione come qualcosa di obsoleto e distaccato dalla contemporaneità.

 

Come e quanto vengono utilizzati oggi i Social media per promuovere il proprio lavoro teatrale?

Oltre alla promozione fine a se stessa i social media potrebbero essere utilizzati come uno strumento per impostare dei modelli diversi di programmazione on-demand (anche di opere teatrali). Penso ad esempio al modello della piattaforma Movieday per il cinema che mette in contatto film che non trovano una distribuzione e un pubblico.

La stessa cosa, sfruttando i social network, potrebbe accadere con il teatro creando un modo alternativo di programmazione e distribuzione degli spettacoli, dove il pubblico può avere la possibilità di scegliere la programmazione. Non deve scomparire la stagione per il teatro e il direttore artistico, necessari per poter offrire delle proposte di valore capaci di stupire il pubblico e portarlo oltre i propri gusti noti, penso solo che potrebbe essere sfruttato quella tipologia di distribuzione applicata al teatro per affiancare, ampliare la programmazione e coprirne i buchi.

 

Cosa fanno oggi gli autori teatrali per promuoversi e pubblicizzare il proprio spettacolo? 

Per il teatro, ma più in generale per le arti applicate, promuovere il proprio lavoro è sempre un processo delicato, lungo ed estenuante. L’idea inizia a ronzarti per la testa, la fermi su un pezzo di carta, inizi a costruirla, cerchi per prima cosa di mettere insieme tutti i componenti, provi e riprovi, poi devi creare gli equilibri per far sì che tutti i componenti stiano assieme, in modo organico ed armonico. Cerchi di fare la prima rappresentazione, inviti gli amici, fai del tuo meglio per promuovere la data. Metti in scena, disfai e riaggiusti. Metti assieme la seconda replica, cerchi di invitare giornalisti e critici, qualcuno aderisce, pochi scrivo e commentano. Disfai e riaggiusti.

Provi ad aderire a dei festival, contatti le produzioni, i teatri, intanto provi ad organizzare la terza replica e cerchi di invitare gli operatori del settore… si tratta di un lavoro continuo e costante. Per quanto mi riguarda è come correre. Partire col proprio passo per poter aumentare l’andatura e la potenza a seconda delle possibilità e delle necessità.

 

Credi che il teatro attuale sia aperto alle innovazioni ed effettivamente al passo con l’era digitale?

Ci sono delle bellissime realtà  in giro che riescono ad innovare in scena grazie alle tecnologie digitali. E’ una buona cosa, ma come scrivevo sopra:

E’ necessario che l’innovazione digitale contamini anche la promozione del teatro e della sua immagine per far avvicinare le nuove generazioni che tanto godrebbero del e nel teatro.

La tendenza dell’utilizzo delle nuove tecnologie nell’era digitale, applicata alla vita quotidiana, porta molto spesso ad isolare la singola persona dalle relazioni con il reale per cui la persona stessa come essere vivente è istintivamente portato (ha necessità) di vivere, di “ricaricarsi” con esperienze catartiche. Eventi dal vivo, “situazioni esperienziali” capaci di svegliare il suo animo e colmare tutta la carenza di esperienza dal vivo. Il teatro è un delle risposte più forti che possano esistere a questa carenza a volte latente in tutti noi e sopratutto nelle nuove generazioni.

 

Quanto dei tuoi spettacoli è pensato anche per una fruizione digitale post messa in scena? E perché?

Amo la contaminazione tra i generi e sotto questa luce è nato Ultimo Spettacolo – The Show. Al suo interno coabitano trama, messa in scena, degli attori e musicisti dal vivo, gli attori sullo schermo all’interno delle proiezioni, le performer burlesque, le scenografie video proiettate, dialoghi ascoltati al buio e il jazz dal vivo: tutto questo per raccontare una storia.

La risultanza di tutti queste discipline trovano il loro sbocco, la loro esaltazione massima dal vivo, ma una volta chiuso il sipario gli elementi si traducono in media da fruire anche fuori dalla scena, forse non con la stessa intensità, ma sicuramente con la stessa valenza narrativa.

 

Che consigli daresti ad un giovane autore e sceneggiatore teatrale?

Malgrado l’età , io sono un giovane autore teatrale 🙂 Quindi se ne avete di buoni, sono aperto alla discussione.

 

 

Ringraziamo di cuore Cristiano Gazzarrini per questa belle e utile testimonianza. In bocca al lupo per tutto! 🙂
Ti è piaciuta questa intervista? Se sei curioso e ti appassiona l’argomento leggi anche Il teatro sa sfruttare le potenzialità dei Social media?

Lascia nei commenti qui sotto le tue domande o curiosità e, mi raccomando, aiutaci a far girare questa intervista condividendola sui tuoi canali Social 😉

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Tag:, , , Filled Under: Dietro le quinte Posted on: 23 December 2016

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La nostra mission è raccontare il lato digitale del teatro, accompagnare la rivoluzione digitale, che è già in atto in ogni sfera del nostro vivere quotidiano, anche nella dimensione della fruizione teatrale, mostrando le sue influenze concrete sul mondo delle arti performative, ma anche le opportunità di amplificazione della visibilità offerte alla produzione teatrale stessa. buzzoole code


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