Come nasce una canzone per il Musical?

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Ci sono alcune domande che ognuno di noi si è posto almeno una volta al termine della visione di un bel Musical. E che forse tutti gli amanti della musica e del teatro musicale si pongono continuamente: Per la canzone di un musical nasce prima il testo o prima la musica? Qual è il processo creativo che porta alla realizzazione di una canzone?

Per rispondere a queste domande e curiosità tecniche serve però un esperto. Quindi abbiamo deciso di far scrivere un post sull’argomento al maestro Claudio Santomauro, autore teatrale, compositore, direttore corale e founder di WelcomeTheatre. A lui la parola.

 

La canzone musical e la canzone pop

Iniziamo, prima di tutto con una precisazione, siccome la sezione per la quale scriverò questo post è dedicata al Musical, per non confondersi, mi sembra più giusto partire con la differenza tra un brano di musica pop e un brano destinato al genere musical…

Infatti se per struttura possono somigliarsi, ciò che differenzia una canzone pop da una canzone musical è la contestualizzazione, ovvero la canzone radiofonica deve essere accattivante all’ascolto e deve dire tutto quello che c’è da dire in pochi minuti; la canzone musical invece, viene inserita in una scena oppure ha lo scopo di legare due scene, quindi può non esprimere tutto il concetto perchè essa potrebbe servire semplicemente da supporto alla scena, se non adirittura di “contorno” alla scena. Quindi in un musical, che richieda musiche originali, la canzone non può non tener conto di quello che avviene prima, durante e dopo la sua esecuzione.

La canzone interna ad un musical può assumere, talvolta, un significato particolare, per cui si ripete per intero o in parte, sottoforma di Reprice, quelle che nelle opere tardo ottocentesche chiamiamo Laitmotiv, ovvero un motivo che attraversa tutta l’opera ripresentandosi piu volte.

Diversa è la situazione in cui il musical sia scritto su canzoni preesistenti, pensiamo al musical Mamma Mia su canzoni degli ABBA o al musical Peter Pan su canzoni di Eduardo Bennato, dove la storia è creata per “giustificare” la sequenza delle canzoni.

 

Nasce prima il testo o prima la musica?

I modi per far nascere una canzone non sono molti, nel senso che non si può sfuggire alle due logiche base: una è quella in cui hai un testo e ci metti su la musica, l’altra in cui nasce una melodia e qualcuno successivamente aggiunge le parole.

A me piace lavorare con un testo che mi dia l’idea della scena oppure del sentimento che deve esprimere la canzone, ma a volte capita che l’autore teatrale mi dia indicazioni di massima per capire che cosa succede in scena e io poi scrivo la musica.

Nel primo caso il testo mi dà indicazioni forti sul modo di espremersi del personaggio, e quindi non posso ignorare questa forte indicazione data dall’autore, resta comunque il fatto che se la metrica delle parole non coincide con la musica, e se per rendere più piacevole all’ascolto la melodia io non posso modificare la linea melodica, chiedo all’autore di trovare altre parole che non snaturino il senso del testo.

Nel secondo caso inizio a scrivere la musica inventando parole, solitamente con un “finto inglese”che dia il senso ritmico della melodia all’autore, che così trova una traccia abbastanza delineata della melodia, poi dopo la composizione delle parole, si inseriscono le parole all’interno della melodia e si fanno le giuste modifiche per rendere il brano preciso, metricamente parlando.

 

Il processo creativo di una canzone

Il processo creativo di una canzone è una cosa molto personale, non ci sono standard. Personalmente prima di scrivere una musica o un brano, leggo il testo o la situazione dell’opera teatrale in cui deve inserirsi la musica, poi inizio a capire che forma musicale può assumere il brano.

Successivamente vado in cerca di pezzi da ascoltare che possano indicarmi la strada oppure, se devo costruire una canzone melodica, molto spesso inizio ad ascoltare canto gregoriano, che a mio avviso è il piu bell’esempio di melodia cantata scevra da ogni fronzolo armonico.

Dopo questo inizio a far nascere la musica dentro. A volte servono pochi giorni, altre piu giorni o settimane, soprattutto se la prima idea non mi convince.

A me piace inventare la musica mentre passeggio!

Ovviamente penso ai vari pezzetti che comporranno l’intero brano: strofa, inciso, ritornello, variazioni; una volta trovate un po’ di idee, inizio il processo del componere (dal verbo latino), metto insieme i pezzetti dandogli un senso logico, secondo la forma musicale, che ho preventivamente pensato sia giusta per il brano.

Se la strada mi sembra percorribile continuo in quella direzione finchè il brano non è completo. Solitamente non divido la melodia dall’accompagnamento, ovvero tento sempre di pensarle come un tutt’uno, cosi che crescano insieme.

A volte, soprattutto ultimamente, nei momenti di difficoltà creativa penso ad una persona a cui voglio bene o che suscita in me sentimenti da esprimere nel brano e dopo poco nasce qualche idea melodica che comunque in ogni caso andrà poi riordinata, come ho spiegato sopra.

Se durante la scrittura mi accorgo di aver sbagliato direzione, aggiusto il tiro oppure ricomincio daccapo, soprattutto se facendo ascoltare il brano all’autore, lui stesso dovesse rendersi conto che sono andato fuori traccia.

Il mestiere del musicista è molto affascinante, perché la musica lo è… Ma è molto più duro di quanto possa sembrare, ci vuole studio e passione, la creatività da sola non basta.

 

Piaciuto questo post? Se hai altre domande e curiosità sul Musical scrivile nei commenti, il maestro Santomauro risponderà di sicuro con piacere 🙂 e mi raccomando Condividi sui tuoi Social il post appena letto con i pulsanti qui sotto!

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Tag:, , Filled Under: Musical Posted on: 11 July 2016

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