Nuove forme di teatro fuori dal teatro

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Ci sono tanti modi di fare teatro. Dalla messa in scena frontale di Broadway o della Scala, alle performance che teatralizzano la realtà o la estremizzano proponendo un’esperienza tecnologicamente teatralizzata. Un teatro politico e popolare, fatto in strada, per attivare le coscienze, un teatro di improvvisazione e intrattenimento che trae spunto dalle storie quotidiane del suo pubblico e un teatro terapeutico, dalla terapia a mediazione teatrale alla vera e propria drammaterapia (vedi anche TeatroTerapia: La funzione terapeutica del teatro).

Il teatro ormai da molto tempo non è più quindi solo un palcoscenico illuminato su cui prendono vita le storie più straordinarie mentre in platea il pubblico muto resta ad osservare. Questo teatro c’è e continua a regalare momenti magici, ma è sempre più in difficoltà. Mentre le grandi produzioni fanno il pienone, alcuni spettacoli vanno in scena con la sala quasi vuota. Una situazione davvero difficile, soprattutto per le compagnie teatrali e gli attori. I numeri raccolti dalla Siae ci raccontano purtroppo un 2015 fatto di incassi preoccupanti: a fronte di più di 85 mila spettacoli in cartellone, sono stati venduti solo 14 milioni di biglietti per una media di 164 spettatori a rappresentazione.

L’altro dato significativo è che, nell’era digitale, il pubblico del teatro, in particolare quello più giovane, sembra sia di nuovo in leggero ma costante aumento: forse alla ricerca di momenti o riti di passaggio, forse desideroso di racconti e di storie che disintermedino, cioè saltino il medium che purtroppo continua a essere il messaggio, forse proprio grazie alle nuove opportunità offerte dalla comunicazione digitale e dalle nuove forme di teatro, che partendo da Internet cercano di riavvicinare lo spettatore 2.0 all’esperienza dal vivo, anche in luoghi inusuali, ma con un approccio più “attivo” e “partecipativo”.

Un teatro che può essere visto anche come una delle opportunità post-moderne di contaminazione e convivenza degli opposti: in grado quindi di offrire spazi/momenti di salvezza dall’ipermedialità contemporanea a partire proprio dalla nostra nuova natura “always on”, “mobile addicted” e iperconnessa. In che modo? Partendo dal web per creare situazioni in cui persone in carne ed ossa, vere, vicine, uomini e donne come noi, con gli stessi problemi, mal di testa e gastriti, decidono di rappresentarsi per pubblici nuovi, in contesti nuovi, sfidando la “vergogna” dell’ostentazione, della parola scenica, della recitazione come verità della finzione. A quale scopo? Perchè è la loro professione ed è la loro passione! Ma non è troppo ridutivo pensare che il teatro sia una semplice professione come fare il barista o il direttore commerciale? Sì, è troppo semplice: perché il teatro è anche una terapia e una prevenzione del malessere.
Ma entriamo nel vivo e vediamo insieme alcune di queste esperienze di teatro fuori dal teatro…

 

Il Teatro in Azienda: L’esperienza della Compagnia Teatrale GfK

Come prima esperienza, voglio riportare lo spettacolo che la Compagnia Teatrale GfK ha messo in scena prima dell’estate, sulla Rooftop Arena di via Tortona 33 a Milano. L’idea nasce dal progetto Teatro in Azienda GfK, sostenuto dall’area Marketing & Comunicazione dell’Azienda, con l’obiettivo di favorire la conoscenza e l’integrazione tra le differenti componenti aziendali. Un percorso che ha portato alla formazione di una vera e propria compagnia teatrale, che ha debuttato con “Sogno di una notte di mezza estate”, di William Shakespeare. Adattamento e regia di Luca Ligato.

Chi ha vissuto in Azienda questa esperienza, ha potuto cogliere e sentire tutta la passione, la capacità di mettersi in gioco e la bravura degli interpreti. Un gioco, una sfida che ha portato però anche ad una performance di originale divertimento. Un’esperienza vissuta con partecipazione dalle persone che l’hanno fruita, che arricchisce ed espande la cultura del teatro stesso.

Questa tipologia “alternativa” di formazione in azienda si sta diffondendo anche nel nostro Paese e può contribuire positivamente alla crescita dell’interesse verso il teatro da parte delle nuove generazioni. L’utilizzo di “metafore” relazionali come il gioco, la sfida, la rappresentazione, permettono di creare un cortocircuito emozionale di grande impatto catapultando le persone in una realtà diversa dal mondo aziendale. Stimoli, idee, emozioni, gesti e scambio reciproco diventano gli ingredienti di un evento che trasforma un apprendimento concettuale in qualcosa di “vissuto” attraverso la metafora del teatro.
Ed anche dalle Aziende il Teatro può trarre nutrimento e nuova linfa vitale 🙂

 

Tournée da Bar porta il teatro dove meno te lo aspetti

Tournée da Bar, nato da un’idea dell’Associazione ECATE, si inserisce perfettamente in questo filone del teatro che “straborda” lo spazio abituale della messa in scena dello spettacolo teatrale. E’ un teatro che prova ad uscire dal teatro, invadendo e cercando di risvegliare l’amore e la passione per il teatro, l’arte e la letteratura, a partire dai luoghi non convenzionali.
L’obiettivo del progetto è chiaro e lodevole: avvicinare nuovi pubblici al teatro e alzare il livello qualitativo dell’offerta culturale e dell’intrattenimento serale abituale.

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Tournée da Bar propone spettacoli fruibili e accessibili a tutti in cui le grandi storie riescono a illuminare le notti di questi luoghi. Si portano in scena i grandi classici, spesso erroneamente considerati, soprattutto dai giovani, come qualcosa di distante, noioso e poco attuale.

Portare uno spettacolo teatrale fuori dai teatri e farlo viaggiare di bar in bar in questa insolita e stravagante tournée, permette inoltre di “rieducare lo sguardo e l’orecchio” a un linguaggio alto (ed altro) che purtroppo sempre più si va perdendo. L’attenzione alla parola, al senso e al valore dell’opera culturale e artistica si unisce nello spettacolo da bar, alla capacità di far sorridere e divertire.

 

Il Teatro in salotto: con TeatroxCasa il teatro si fa sharing

Il progetto di cui ti parlo ora si chiama TeatroxCasa, un portale che mette in comunicazione pubblico e artisti, con l’obiettivo di rendere il teatro un po’ più “social” e “sharing”. L’idea che sta alla base di questo progetto è abbastanza semplice: mettere in condivisione lo spazio privato per socializzare e fare cultura, magari guadagnandoci anche qualcosa.
E’ sicuramente un trend della nostra economia che sta crescendo e si sta diffondendo non solo sul fronte delle attività culturali, ma con tante altre occupazioni della nostra vita: dalle cene, al divano, dai reading fino al teatro e ai concerti a domicilio. Il tutto sempre con il supporto organizzativo e la forza viralizzante della Rete.

teatroxcasa

Entrando sul sito TeatroxCasa, si possono vedere tutte le rappresentazioni in programma, le città in cui si terranno e i posti ancora disponibili. Effettuando l’iscrizione al sito, saremo automaticamente avvisati quando si terranno degli eventi nella propria zona di residenza. E chi vorrà potrà offrire anche la propria casa come “location” per una delle serate, mettendosi poi d’accordo con la compagnia teatrale che salirà sul palco.
“In questo modo si abbassano notevolmente i costi, perché bisogna rinunciare a sceneggiature e luci professionali – racconta Raimondo Brandi, uno dei Fondatori del progetto – ma allo stesso tempo si crea anche un nuovo genere di spettacolo: monologhi, perlopiù, in grado di adattarsi alle misure ridotte di una casa.

Il progetto oggi conta la partecipazione di 18 compagnie artistiche, 460 spazi ospitanti e oltre 3 mila persone iscritte. Finora i centri più attivi sono Milano, Brescia, Roma e i paesi vicini alla capitale e, tra le regioni, la Puglia: Taranto è la città campione di accoglienza con ben 30 case aperte a pubblico e spettacoli. Come ci racconta Raimondo: “TeatroxCasa, ogni mese, porta in giro per l’Italia una quindicina di spettacoli, ma il nostro obiettivo è quello di raggiungere presto il centinaio”.

Anche questo è teatro ed apre al teatro nuove possibilità e scenari. Un teatro diffuso, che invade lo spazio privato e che diventa sempre più conviviale e meno esclusivo. E’ comunque bello immaginare attori e spettatori che chiacchierano insieme prima che si alzi il sipario immaginario. Poi il silenzio, lo spettacolo comincia e prende vita proprio lì in casa, tra gli sguardi sereni ed incuriositi degli spettatori presenti. Alla fine l’immancabile applauso, e poi il cappello per raccogliere le offerte (una quota minima da biglietto teatrale). Finisce lo spettacolo, si ritorna ognuno nelle proprie abitazioni e si ripensa alla serata e con soddisfazione ci lasciamo andare alla condivisione della nostra esperienza (e valutazione dello spettacolo) sulla pagina della piattaforma e sui nostri canali social.

E tu conosci altre forme di teatro fuori dal teatro? Puoi segnalarmele nei commenti e le aggiungiamo a questo articolo. Idem se hai note o curiosità sul quale ti piacerebbe soffermarti. Scrivici e condividi questo articolo utilizzando i pulsanti social qui sotto.

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Tag:, , Filled Under: Intorno al teatro Posted on: 16 December 2016

Cos’è TeatroDigitale?

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