Dal qui e ora teatrale al teatro in video dell’era digitale

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Oggi voglio affrontare un tema che mi sta molto a cuore, difficile da trattare nel mondo teatrale, ma che in qualche modo rappresenta una delle ragioni per il quale è nato questo blog (e la piattaforma WelcomeTheatre): il rapporto tra teatro e video. E voglio farlo portando anche alcuni esempi di grandi opere teatrali in video, subito gustabili in questo articolo.

Il teatro in video, e quindi il teatro on demand fruibile su uno schermo (pc, tablet, smartphone o smart TV), è per sua natura un ossimoro (figura retorica che indica l’inconciliabilità di opposti elementi), ma nell’era digitale in cui viviamo oggi, comunichiamo e ci intratteniamo, è un tema sul quale dobbiamo necessariamente soffermarci. Per varie ragioni. Proviamo qui a sfiorarne alcune, sapendo che l’argomento è molto complesso e da qui possono partire solo degli utili spunti di riflessione, ma non certo delle risposte definitive.

Dal teatro del qui e ora alla rappresentazione scenica filmata del teatro: una riflessione aperta

Il rapporto tra teatro e video, quindi tra una forma d’arte che vive nel presente, che si attraversa e ci assorbe, tra il teatro inteso come ciò che accade qui e ora, ed il video, cioè un “mezzo” che cristallizza in una memoria l’attimo fuggente del fare teatrale, lo spettacolo appunto, è sempre stato molto dibattuto tra i ricercatori e gli addetti ai lavori del teatro (lo so, termine generico e particolarmente odiato anche dal grande Carmelo Bene).

Quindi da una parte abbiamo la ricerca di un’estetica della memoria dell’evento teatro, che interviene con prepotenza nell’era digitale. Come conservare, digitalizzare e rendere fruibili gli spettacoli teatrali oltre la messa in scena?

Qui sono le stesse modalità di registrazione di uno spettacolo vivente che generano delle questioni ancora non risolte:

“La registrazione audiovisiva è una sorta di contraddizione in termini, non solo perché lo spettacolo teatrale vive qui e ora, ma anche perché viene visto e percepito emotivamente attraverso una visione bioculare e un audio stereofonico, e viene consegnato alla memoria degli spettatori in questa forma, mentre al contrario la registrazione audiovisiva, essendo comunque monoculare, presenta un punto di vista sempre soggettivo e parziale.” (Desirée Sabatini)

Una contraddizione e una sfida che dobbiamo però affrontare se vogliamo darci la possibilità, anche solo per uso didattico e formativo, di realizzare video di soggetto teatrale, destinati quindi a far comprendere la complessità della messa in scena e i molteplici aspetti del lavoro teatrale, a quel pubblico che lo spettacolo dal vivo se lo sono perso e non potranno mai più rivederlo. Bel problema, vero?

Poi abbiamo l’altro scottante tema del qui e ora teatrale che deve confrontarsi con il qui e ora planetario dell’era digitale. Un cambiamento antropologico importante che riguarda il teatro, ma anche l’intrattenimento e la dimensione sociale.

Di certo Internet e i Social Network hanno cambiato moltissimo le cose in questi anni, con un forte impatto anche sulla nostra percezione del qui e ora. E questo non può che rimettere in discussione anche la natura stessa del teatro, per come lo abbiamo sempre pensato.

Come ci fa notare il teorico tedesco Hans-Thies Lehmann “la presenza dal vivo, prima di essere una realtà corporea, è fenomeno mentale, una questione di consapevolezza. I media non cancellano l’effetto di presenza, ne declinano ulteriormente le possibilità. L’ampio uso di nuove tecnologie sulla scena dimostra che era infondata la preoccupazione che l’ingresso dei media digitali potesse erodere una supposta verità del qui e ora. In poco più di un decennio, la pratica ha dimostrato che i media possono partecipare all’evento senza cannibalizzare la sua natura dal vivo, anzi arricchendo la scena e la drammaturgia dei codici propri dell’esperienza contemporanea” (Antonio Pizzo, Neodrammatico digitale: Scena multimediale e racconto interattivo, Accademia University Press, Torino, 2013).

Ma possiamo andare anche oltre e chiederci, come hanno giustamente fatto Giulia Alonzo e Oliviero Ponte di Pino nel loro Dioniso e la nuvola, quale sia oggi il ruolo della presenza fisica nella relazione tra lo spettatore e l’evento teatrale. E’ davvero indispensabile? Oppure si tratta di una nostalgia per l’aura dell’opera, dettata da stratificazioni storiche che hanno finito per essere inglobate in questa relazione distorcendola? E qui il riferimento va inevitabilmente a Walter Benjamin ed il suo L’opera d’arte nell’era della sua riproducibilità tecnica (1936).

Nel teatro questo meccanismo spinge sempre di più ad infrangere il limite tra la scena e la platea e la distanza tra l’attore e lo spettatore, per superare la rappresentazione a favore della partecipazione e dell’audience involvement (o più semplicemente quello che oggi viene chiamato nel mondo dei social “engagement”), dentro e oltre lo spettacolo. Aprendo così la riflessione anche sulla dialettica tra comunità reali e virtuali.

Da leggere: Nuove forme di teatro fuori dal teatro

Per approfondire questo complesso argomento suggerisco un paio di utili letture:
Teatro e video. Teoria e tecnica della memoria teatrale di Desirée Sabatini (Bulzoni 2011)
Dioniso e la nuvola: L’informazione e la critica teatrale in rete: nuovi sguardi, nuove forme, nuovi pubblici di Giulia Alonzo, Oliviero Ponte di Pino (Franco Angeli 2017)

Ok, forse ho un po’ esagerato, ma questo è un argomento che a mio avviso necessità di essere trattato ed approfondito anche in contesti non accademici. Cercherò di farlo quindi anche su questo blog, in forma di pillole di riflessione. E per farmi perdonare, provo adesso ad alleggerire il contenuto di questo articolo proponendoti alcuni esempi di video in cui lo spettacolo teatrale è ben godibile anche nella sua forma mediata.

 

Teatro in video #1: Shakespeare, streghe ribelli e altre passioni

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Con Mariamaddalena Gessi, Matthieu Pastore
Regia di Daniela Vismara

Shakespeare, streghe ribelli e altre passioni

Laura Curino e Lucia Diana rileggono Macbeth dal punto di vista delle streghe: le “anime nere” di Shakespeare vengono chiamate in causa dando voce alla loro sconvolgente umanità. Creature allontanate dall’inferno che risorgono sul palco grazie alla magica poesia di Shakespeare.

La Fèerie ripercorre la vicenda del temuto cavaliere di “sangue” Macbeth nel suo percorso verso la perdizione, il tutto come abbiamo detto interpretato dal punto di vista delle tre parche. Una sorta di processo alla stoltezza dell’uomo pronto ad inveire contro le pratiche innaturali professate da fattucchiere e guaritrici.

L’opera si apre con tre presenze, misteriose e inquietanti, con lunghi becchi adunchi, che evocano un po’ le strane creature rappresentate dall’artista Yieronymus Bosh nel “Giardino delle delizie”. Un piacere per lo sguardo che merità di essere visto.

L’opera completa è visibile su Rai.TV: Shakespeare, streghe ribelli e altre passioni – uno spettacolo di Laura Curino e Lucio Diana

 

Teatro in video #2: Il piacere dell’onestà di Luigi Pirandello

Produzione: Nuova Teatro Eliseo
Con Leo Gullotta, Martino Duane, Paolo Lorimer, Mirella Mazzeranghi, Valentina Beotti.
Regia teatrale di Fabio Grossi e Regia televisiva di Mimmo Verdesca

Angelo Baldovino, uomo fallito e di dubbia moralità, accetta per “il piacere dell’onestà” di sposare Agata, ragazza di buona famiglia che aspetta un bambino da un uomo maritato.

Ecco per te il bel trailer dello spettacolo Il Piacere dell’Onestà di Luigi Pirandello, andato in scena il 14 ottobre 2008 al Teatro Eliseo di Roma.

L’opera completa è visibile su Rai.TV: Il piacere dell’onestà di Luigi Pirandello

 

Teatro in video #3: Don Rafele ‘o trumbone di Peppino De Filippo

Non possiamo dimenticare però qui i classici del nostro teatro filmato. Ed è per questo che voglio riproporti in chiusura questa imperdibile (e mi verrebbe da aggiungere, per fortuna che è stata fatta per essere fruita in video) opera del grande Peppino De Filippo.

Stiamo parlando della versione televisiva della commedia Don Rafele ‘o trumbone (in italiano Don Raffaele il trombone), atto unico scritto nel 1931, stesso anno della fondazione della compagnia con Eduardo e Titina che lo porta al debutto al Teatro Kursaal di Napoli. Ecco la versione integrale televisiva del 1972 ripresa dalla RAI.

I filmati e le registrazioni video degli spettacoli teatrali non possono certo restituire l’emozione del momento, e probabilmente non possono nemmeno rendere il complesso linguaggio del teatro, fatto di parole, spazio, tempo, luci, silenzi, recitazione e sguardo dello spettatore. Restano però come traccia e testimonianza essenziale del fare teatro, un importante memoria che per nostra fortuna ancora sopravvive e riesce nel suo piccolo a farci emozionare, divertire e continuare a riflettere.

 

Come vedi l’argomento trattato non è semplice e non può esaurirsi qui. Mi farebbe piacere ascoltare anche il tuo punto di vista (puoi scriverlo nei commenti), sapere tu cosa ne pensi e se vuoi estendere la riflessione anche ai tuoi amici e colleghi, fallo pure con una semplice condivisione.

E adesso ti saluto davvero con questa bella citazione di Andrea Esposito (Giornalista e Critico teatrale):

“Il teatro, in fondo, è come il web: partecipativo”

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Tag:, , , , Filled Under: Teatro in video Posted on: 10 March 2018

Cos’è TeatroDigitale?

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La nostra mission è raccontare il lato digitale del teatro, accompagnare la rivoluzione digitale, che è già in atto in ogni sfera del nostro vivere quotidiano, anche nella dimensione della fruizione teatrale, mostrando le sue influenze concrete sul mondo delle arti performative, ma anche le opportunità di amplificazione della visibilità offerte alla produzione teatrale stessa.


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