Intervista a Lorella Cuccarini, premiata per lo spettacolo “di maggior successo” del 2017

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Domenica 15 luglio Lorella Cuccarini è stata ospite del Festival Teatrale di Borgio Verezzi, dove ha ritirato il Premio Camera di Commercio Riviere di Liguria per lo straordinario successo della commedia Non mi hai più detto ti amo, presentata in Prima Nazionale nell’estate 2017. WelcomeTheatre l’ha avvicinata per voi…

“Il nostro Festival non ripete, nonostante le richieste”. Così parlava il direttore artistico del Festival Teatrale di Borgio Verezzi, Stefano Delfino, da questo blog la settimana scorsa. Ma Borgio Verezzi sa ugualmente riconoscere i meriti di attori e produzioni inseriti ogni anno in un cartellone che si presenta sempre di prestigio. Ed è così che domenica 15 luglio Non mi hai più detto ti amo, commedia inedita di Gabriele Pignotta che ha riportato sul palco la coppia Cuccarini-Ingrassia a vent’anni dal loro Grease, ha ricevuto il Premio Camera di Commercio Riviere di Liguria come spettacolo “di maggior successo” dell’edizione 2017.

Ospite d’onore in Piazzetta Sant’Agostino proprio Lorella Cuccarini, che ha ritirato il premio dalle mani del Presidente Luciano Pasquale in rappresentanza di tutto il cast. Abbiamo approfittato dell’occasione per farle qualche domanda.

 

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Lorella, che significato ha per Non mi hai più detto ti amo un premio come questo?

Innanzitutto riuscire a ottenere un premio a Borgio Verezzi è qualcosa di particolarmente gradito e gratificante per chi fa teatro, perché non si tratta certo di una “piazza” facile. Questo premio indica che è accaduto quel che tutti noi debuttando qui l’estate scorsa in fondo speravamo, ma che nessuno poteva immaginare. Non era affatto scontato che Non mi hai più detto ti amo suscitasse tanta attenzione, invece abbiamo avuto un successo straordinario, riconosciuto proprio da questo palcoscenico così impegnativo dove la nostra meravigliosa avventura è cominciata.

 

E tu che sensazioni provi all’idea di riceverlo?

Personalmente è un premio che mi fa davvero molto piacere, perché prendere parte a un Festival dal cartellone così prestigioso con uno spettacolo molto diverso rispetto a quelli che ho portato in scena in passato, per me rappresentava già di per sé una grande scommessa.

 

Rivelaci dunque il segreto del successo di questa commedia…

Il nostro spettacolo è una piacevole “trappola” nella quale il pubblico cade fin dai primi minuti. La sua grandezza consiste nella rappresentazione veritiera di tanti spaccati di vita quotidiana che appartengono in fondo a ognuno di noi e in cui ciascuno ha modo di riconoscersi, almeno in parte, fin dall’inizio.

 

Da dove nasce questo titolo che sembra riferirsi al rapporto di coppia, mentre la trama abbraccia le dinamiche di tutta la famiglia?

Il titolo non è da intendersi “tout court”, riferito esclusivamente al rapporto tra marito e moglie. Quel “ti amo” indica piuttosto la capacità di prendersi cura di chi ci sta vicino, sapendo osservare attentamente come interagiscono tra loro tutte le persone che fanno parte della famiglia.

 

C’è qualcosa che nelle nostre famiglie oggi bisognerebbe tornare a dirsi più spesso?

Credo che oggi, rispetto al passato, nei rapporti ci sia una maggiore superficialità. Alle volte non ci si preoccupa nemmeno più di ascoltare chi ci è accanto. Quando mi chiedono che tipo di rapporto ho con i miei figli, parlo molto spesso dei silenzi, perché ritengo che con i nostri ragazzi sia importante non solo stabilire un dialogo, ma ancor di più cercare di sviscerare i disagi e le difficoltà che possono celarsi dietro i momenti in cui non parlano. Quei silenzi possono dire molto di più di tanti discorsi, ma oggi, abituati come siamo a correre dalla mattina alla sera, rischiamo di perderci questi attimi fondamentali del rapporto con i nostri giovani.

 

Torniamo all’estate scorsa. Che ricordi hai di un anno fa?

Quasi live dal festival di Borgio Verezzi 🔝

Pubblicato da Lorella Cuccarini su Domenica 15 luglio 2018

Ricordo soprattutto l’eccezionale replica pomeridiana che abbiamo allestito all’ultimo momento la domenica per recuperare la sera precedente guastata dalla pioggia. Non era mai accaduto che all’interno del Festival una rappresentazione annullata per il maltempo venisse recuperata. È stata per tutti noi una prima volta molto speciale, un’emozione particolare perché la commedia non poteva godere della magia delle luci né sfruttare i bui per i cambi di scena. Ma quel pubblico che altrimenti avrebbe dovuto rinunciare allo spettacolo si è dimostrato particolarmente riconoscente. È stata quella la vera magia.

 

E ripensando alla sera del debutto?

Ricordo la tremenda sensazione di non riuscire a entrare in scena. Per me, abituata da sempre all’accompagnamento di un gran pezzo musicale, si è trattato di un impatto potente. Questa volta il mio personaggio faceva il suo ingresso in modo molto naturale, all’interno di una famiglia e di una storia, non c’era nulla di scontato. Per fortuna poi mi sono fatta prendere dall’energia dei miei bravissimi colleghi, a cominciare naturalmente da Giampiero Ingrassia. E al momento dei saluti finali, alla vista di quel mare straordinario sullo sfondo, ho ripreso fiato e mi sono resa conto che era davvero un privilegio poter recitare anche in presenza di un panorama così meraviglioso.

 

A proposito di naturalezza. Hai abbandonato ogni travestimento per interpretare una mamma e una moglie, come te del resto. Come ti sei trovata?

Con Serena ho dato vita per la prima volta a una persona vera, cosa che apparentemente può sembrare molto semplice. Ebbene, è la cosa più difficile del mondo! Essere naturali su un palcoscenico non è mai facile e non bisogna dimenticare che quel personaggio, in ogni caso, è qualcuno diverso da te. Questo significa che nel portarlo in scena puoi attingere solo in parte alle tue corde e ai colori che caratterizzano il tuo modo di essere nella realtà, tralasciandone alcuni e, allo stesso tempo, inventandone di nuovi. In più, a differenza di quanto accade nel musical, con la prosa devi necessariamente saper dosare l’energia di cui rivesti il tuo personaggio, dando ma anche togliendo quando è necessario. Personalmente ho fatto ricorso alla mia esperienza cercando di riuscire al meglio.

 

E i tuoi figli si sono identificati nei giovani Tiziana e Matteo?

Beh… non possiamo dire che i miei figli si siano sentiti rappresentati in tutto nei personaggi di Tiziana e Matteo, ma certamente in alcune scene c’è stata da parte loro un po’ di immedesimazione. Del resto, in quei due ragazzi c’è tanto dei giovani di oggi ed è proprio questo, lo ripeto, il punto forte della commedia. Ciascuno può ritrovare nella nostra storia un pezzetto della propria vita.

 

Ma quanto sono cresciuti e migliorati Raffaella Camarda e Francesco Maria Conti nel corso della vostra lunga tournée?

Molto, sicuramente. Sono giovanissimi e hanno cominciato da poco con questa professione. Senza dubbio esordire con un’esperienza come questa ha rappresentato per loro una grande fortuna, il debutto migliore. Per questo Giampiero ed io cerchiamo di mantenerli costantemente con i piedi ben piantati a terra spiegando loro che non sarà così facile in futuro avere sempre teatri pieni e una critica così benevola. Ormai in tournée sembriamo una famiglia vera. Insieme condividiamo il palco ma anche trasferte, alberghi, pranzi, cene…

 

Tu e Giampiero Ingrassia vi presentate per i saluti finali tenendovi saldamente per mano. Come se d’improvviso tornassero sul palco Danny e Sandy….

Beh, in effetti per noi è un po’ come se questi vent’anni non fossero mai passati. E’ stato molto piacevole ritrovarsi a lavorare insieme dopo le ultime repliche del nostro Grease andate in scena nel 1999, ma in tutto questo tempo tra di noi non sono mai venuti meno né la stima né l’amore professionale. Ci lega davvero una grande amicizia. In Non mi hai più detto ti amo interpretiamo due genitori, due personaggi maturi rispetto a Danny e Sandy, come del resto nel frattempo siamo cresciuti noi nella nostra vita. Un gioco bellissimo e molto stimolante.

 

Del cast di Grease faceva parte anche Pietro Pignatelli, l’inverno scorso al tuo fianco ne La Regina di Ghiaccio. Com’è il tuo rapporto con lui?

É vero, la stagione scorsa ha rappresentato un ritorno anche per Pietro. In Grease aveva il ruolo di Roger, uno dei T-birds, e il nostro legame non era all’epoca particolarmente stretto. Ma ho sempre avuto grande stima di lui e con il tempo il nostro rapporto si è sviluppato. Pietro è tornato ciclicamente nella mia vita teatrale interpretando per esempio mio padre Prospero ne Il Pianeta Proibito (2010, regia di Luca Tommassini ndr) ed è stata una grande e bella soddisfazione vederlo crescere fino a ritrovarlo al mio fianco da protagonista nelle vesti del Principe Calaf che fa innamorare la perfida Turandot.

Da leggere: La Regina di Ghiaccio. Un Musical emozionante che parla al cuore di adulti e bambini

 

Spostiamoci un momento alla questione dei social, citati dal premio. Quanto sono importanti oggi per la promozione di uno spettacolo teatrale?

I social al giorno d’oggi rappresentano qualcosa di fondamentale. E anche la promozione di uno spettacolo non può più farne a meno. Non sarebbe più possibile ormai tornare indietro. Pensiamo a un evento come la premiazione di stasera: postando un video sarà possibile rendere partecipe in tempo reale una platea davvero immensa, mentre dieci o quindici anni fa avremmo dovuto aspettare giorni per vedere qualche fotografia. Personalmente utilizzo molto i social per condividere, specie con chi mi segue, ciò che desidero comunicare al pubblico.

 

Ritieni la piattaforma online di teatro on demand offerta da WelcomeTheatre un progetto utile?

Sono senz’altro favorevole all’utilizzo della rete per consentire la visione del teatro a tutte quelle persone impossibilitate ad accedervi. Certo, la fruizione di uno spettacolo attraverso lo schermo resta purtroppo limitata perché, a differenza di un film o di una fiction, la bellezza del teatro sta proprio nel trovarsi a tu per tu con chi recita sul palco. Ne nasce un’emozione irripetibile.

 

Pc, Tablet, Smartphone e Smart TV potrebbero avvicinare di più al teatro anche i giovanissimi?

Non credo che la rete e le nuove tecnologie possano rappresentare in questo senso lo strumento migliore. Per portare i ragazzi nelle sale occorre dar vita a spettacoli “ad hoc” per loro. Il teatro è bello viverlo da spettatori seduti in platea e la mia esperienza dice che quando uno spettacolo è “giusto” il pubblico giovane c’è, eccome se c’è!

 

Tu hai mai valutato l’idea di realizzare una versione video dei tuoi spettacoli?

Con i musical del passato non è mai accaduto per il problema dei diritti che ci ha sempre impedito di avere a disposizione il materiale. Per gli spettacoli nuovi stiamo effettivamente cominciando a pensarci. Bisognerebbe, però, trovare un modo di riprenderli che possa risultare realmente appetibile al giorno d’oggi. L’utilizzo di una camera centrale che riprenda esclusivamente il palco come una volta, ad esempio, è a mio avviso un sistema ormai superato. Devo dire che in questo Broadway insegna tanto. Esistono versioni video di alcuni musical molto accattivanti che possono rappresentare una chiave interessante cui fare riferimento.

 

Non mi hai più detto ti amo ricomincerà la propria tournée in autunno. Cosa vorresti dalla prossima stagione?

Mi piacerebbe che la nostra commedia potesse svilupparsi e trasformarsi in qualcosa di diverso. Sarebbe bello incontrare nel corso delle tante repliche qualcuno interessato a darle una connotazione nuova sfruttando il grande successo che il progetto ha già riscosso nel pubblico teatrale. Parlo di una fiction, un film, chissà…!

 

Ricapitoliamo: tanti musical, una commedia e a breve una nuova fiction in Tv (L’isola di Pietro 2 su Canale 5, ndr). Ma Lorella Cuccarini da grande che attrice sarà?

Ehm… non lo so nemmeno io, in realtà! Certamente oggi non posso pensare di diventare in futuro un’attrice impegnata, però è vero anche che nella vita si cresce e capita di voler comunicare in una maniera diversa rispetto al passato. Da parte mia spero solo di mantenere la curiosità con cui da sempre vivo questo mestiere unitamente alla voglia di esplorare e soprattutto di rischiare, perché ritengo che il “mettersi in gioco” resti un aspetto fondamentale del nostro lavoro. E poi… cosa succederà più avanti… lo scopriremo!

 

Grazie Lorella per aver accettato di condividere con WelcomeTheatre e con il pubblico di TeatroDigitale.com le emozioni regalate da una domenica professionalmente molto particolare. Auguriamo a te e a tutto il cast di Non mi hai più detto ti amo grande fortuna anche per il prossimo anno sperando tra non molto di poter ospitare sulla nostra piattaforma online la versione video di questa commedia davvero coinvolgente. Alla prossima!

A cura di Giulia Grondona

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Tag:, , , , Filled Under: Dietro le quinte Posted on: 27 July 2018

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