Torna in scena La Divina Commedia Opera Musical. Intervista al regista Andrea Ortis

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La Divina Commedia, uno dei capolavori e testi più importanti della letteratura mondiale, portato in scena in forma di Musical sotto la sapiente e attenta guida di Andrea Ortis, regista, autore e attore teatrale.

Un’opera ambiziosa nata dal desiderio di dare sostanza e consistenza ad un sogno, confrontarsi con un testo coinvolgente e ricco di umanità. Partecipare a questa bellezza e farlo raccontando qualcosa a qualcuno. Ecco lo spirito pratico di Andrea Ortis… e, grande sorpresa, lo abbiamo oggi intervistato per voi. Quindi godetevi questa magnifica chiacchierata, ma prima dedichiamo due parole per raccontare chi è Andrea Ortis.

 

Andrea Ortis: attore, autore e regista teatrale

Andrea OrtisEclettica personalità artistica, studia, sperimenta e approfondisce negli anni le molteplici forme espressive e lessici teatrali, con un intenso lavoro sul corpo, la parola e la musica. A partire dal 2000 dirige come regista diversi spettacoli teatrali (Goldoni, Beckett, Pinter, Shakespeare, Pirandello), miscelando linguaggi scenici differenti nei quali parola, musica, danza e scenografie visual si fondono e vanno a comporre la sua cifra stilistica.

Studia canto ed approfondisce negli anni i classici e la musica pop, con particolare riferimento al repertorio musical italiano e internazionale. Interpreta diversi ruoli protagonisti nel teatro, spaziando dalla prosa (la Locandiera, Saul, Re Lear, il Mercante di Venezia, Aspettando Godot) alla commedia musicale (Cyrano de Bergerac, Cafè Chantant) fino al musical (La Divina Commedia Opera Musical).

Come Autore ha scritto numerosi testi teatrali, tra cui “Il Vajont di tutti”, “Cafe’ Vincent… i colori di un’epoca”, “Michelangelo… pietra e colore”, “Angeli e demoni nella storia dell’arte”.

Nel 2017 arriva la regia dello spettacolo “La Divina Commedia Opera Musical”, di cui è anche interprete nei panni di Virgilio, ancora oggi in distribuzione nei circuiti teatrali italiani ed internazionali.

 

Come e perchè nasce lo spettacolo La Divina Commedia Opera Musical?

L’idea nasce nel 2007 dalla mente coraggiosa di don Marco Frisina, il quale ha deciso di musicare quest’opera fantastica, che parla di un viaggio incredibile dentro e fuori l’uomo, un viaggio al quale Marco ha saputo dare mille colori con composizioni che si allargano su di un panorama molto ampio e vario. Gianmario Pagano poi ne ha scritto le parole e i testi in una versione operistica, dando voce e traduzione al testo dantesco, rendendolo fruibile ai più, anche sull’idea di un progetto che ha in sé enormi valori didattici.

Il perché è molto legato alla sensibilità del produttore Gabriele Gravina e della sua famiglia, in particolare dei figli Francesco e Leonardo. L’operazione è un operazione sociale di “ripristino” di uno dei patrimoni letterari dell’umanità. L’idea di far diventare un opera teatrale il testo italiano per eccellenza, facendolo arrivare al pubblico di ogni età relazionandosi al mondo della scuola e dei giovani è da sempre una prerogativa di Gabriele che ringrazio pubblicamente per aver, con un enorme sforzo, creduto nel teatro e, come da anni fa, nei giovani italiani.

 

Un’opera ambiziosa e complessa quella che stai portando in scena. Cosa ti ha spinto a confrontarti con uno dei testi più importanti della letteratura mondiale?

A questa domanda, che spesso mi viene posta, non riesco mai bene a rispondere: c’è qualcosa di inspiegabile, di lucidamente folle e fanciullo. Non so definire cosa esista o non esista quando leggo un libro, quando mi accosto ad un dipinto, ad un opera architettonica o ad uno scavo archeologico. E’ feconda in me la voglia di poter raccontare qualcosa, ecco raccontare qualcosa a qualcuno. Partecipare ciò che sento nel modo in cui lo sento. Confrontarsi è, con il testo e con se stessi, ma il qualcuno è il pubblico, la gente, in maniera più impersonale è l’altro, qualsiasi altro.

Penso spesso al mondo attorno e mentre lo penso, lo digerisco e lo traduco, mi è, francamente, impossibile rimanere inerme al mondo, alle sue dinamiche, alle costruzioni letterarie, in generale creative dell’uomo.
Ma il mio spirito è pratico e questa DIVINA COMMEDIA OPERA MUSICAL è, la consistenza, il modo, di dire questo qualcosa.

La Divina Commedia Opera Musical

 

Il teatro può arrivare ai giovani e rendere attuali dei classici con valori senza tempo come appunto la Divina Commedia?

Il teatro può, ma il teatro non è un concetto astratto, il teatro è fatto di persone, menti e cuori che creano, lavorano, studiano, sviluppano, per questo ha in sé il seme della fallibilità. Intendo dire che è possibile aprire qualsiasi porta e sperare la messa in scena di ogni possibile testo, con l’attenzione di capire bene il focus e la destinazione del proprio sforzo creativo.

La Divina Commedia Opera Musical è un operazione che vuole, ad esempio, affiancarsi ai processi scolastici, non sostituirli. Sarebbe abbastanza stupido pensare che basti vedere lo spettacolo teatrale senza la necessità di leggere e studiare il testo Dantesco. Allo stesso modo la messa in scena di un opera così complessa e articolata è utile, in quanto in poco più di due ore è possibile raccontare una storia per intero che ha un suo inizio, un suo sviluppo ed una sua fine, cosa a volte difficile da poter risolvere nei programmi scolastici.

In tal senso il riscontro che abbiamo con i giovani italiani è meraviglioso, e mi commuove ogni volta vedere il teatro pieno, l’attenzione rispetto ad alcuni passaggi drammaturgici non certo semplici e ruffiani, l’emozione e il desiderio di comprendere il dolore di alcuni personaggi o la speranza di altri. In tal senso dico grazie alla scuola Italiana e a tutti quei dirigenti scolastici o professori che continuano a credere al teatro come possibilità.

Da leggere: Perchè fare teatro nelle scuole? Ecco alcuni validi motivi

 

Quale messaggio vuole veicolare nella nostra epoca la tua rilettura della Divina Commedia?

L’uomo è straordinario nella sua fallibilità, è l’umanità di Dante che mi convince, che mi coinvolge. É il suo dubbio che lo mette in moto. Il dubbio di Dante, per me ha molto del dubbio metodologico di Cartesiana memoria, non ha nulla dello scetticismo, ha tutto della ricerca della verità. E in quel dubbio, in quell’esitazione vitale mi ci sono tuffato, a piene mani, avido di conoscere quanto c’è in me, in ogni spettatore, in Dante stesso. Perché ciò che ci fa essere vivi è la possibilità di scegliere e sbagliare e riparare e ripartire.

Dante è ognuno di noi, per questo ci ritroviamo in ogni suo personaggio raccontato. Ogni spettatore può sentirsi ferito come Francesca da Rimini o tradito dalla diffamia come Pier delle Vigne, ogni uomo può essere un padre straziato come Ugolino, ancora, ogni donna oggi può sentirsi violentata nei propri sogni da un marito uccisore come Pia dei Tolomei, ogni uomo, può sentirsi più di se stesso nell’idea di amare una donna come fu per Dante con Beatrice.

Il messaggio contenuto in questa Divina Commedia Opera Musical spiaggia sulla vita di ognuno da oltre 700 anni, la mia rilettura è semplicemente il modo di un uomo pieno di dubbi di leggere questo messaggio.

Inferno - La Divina Commedia Musical

 

Lirica con contaminazioni medievali e rock.. Come nasce la colonna sonora? Puoi raccontarci qualcosa sulle scelte musicali dell’opera?

Come detto le scelte musicali sono state una prerogativa di Marco Frisina, il quale ha pensato ad un allestimento orchestrale molto complesso e dai molteplici colori. Seguire l’enorme fantasia Dantesca e farla diventare musica è stata a mio giudizio un operazione encomiabile, difficilissima. Parlando con Marco ho capito quanto lo stesso testo Dantesco sia stato per lui una suggestione creatrice, in primis perché Dante ci racconta di migliaia di suoni e rumori, ma anche di cori, di canti gregoriani, di atmosfere percettibili.

Leggendo La Divina Commedia la musica si percepisce e Marco l’ha sentita e tradotta nella sua sensibilità compositiva. In quest’opera troviamo toni spiccatamente rock o armonie molto rarefatte e suadenti, altre volte brani dai connotati epici come l’Aria di ULISSE o canti di stampo più lirico ed operistico come l’Aria di UGOLINO, altre volte atmosfere provenzali e da dolce stil novo in altre ancora brani elegantissimi e struggenti, come l’aria di Francesca o quella dell’Addio di Virgilio.

 

Qualche parola sul Cast… Come hai scelto gli interpreti di questa grande opera?

Volevo un cast affamato, fiducioso, preparato. Sono una persona estremamente esigente ed il percorso che il cast artistico ha fatto prima di essere scelto è stato lungo, impegnativo e molto, molto approfondito. L’unico modo che conosco per fare il teatro è il lavoro, tanto lavoro.

Non ho cercato solo riconosciute capacità canore vista la complessità tecnica dei brani scritti da Marco Frisina, ma anche e soprattutto interpreti duttili, malleabili, aperti, posizionati a servizio del testo. Quest’ultimo punto è tutt’ora frutto di ulteriori approfondimenti. Ogni attore deve essere mobile, deve sapersi rinnovare, rigenerare e comprendere il valore di ciò che fa in una dimensione di Insieme, il teatro è un’insieme. Per questo il lavoro continua e chi mi conosce sa che non finirà nemmeno all’ultima replica. La compagnia, in tal senso è costituita anche da un corpo di ballo al quale ho chiesto lo stesso impegno, la stessa continua ricerca.

Il cast - La Divina Commedia Musical

 

Quanto sono importanti oggi i social media e i canali digitali per la promozione di uno spettacolo teatrale?

Non importanti, direi fondamentali con una precisazione. La comunicazione nel suo concetto più ampio e allargato è un capitolo che forse va riposizionato dando alla stessa il giusto valore. E’ un ambito che va gestito da professionisti del settore, non abbassata al rango di semplice traffico disordinato di note. I Social non sono a mio giudizio un contenitore indifferenziato, ma strumenti raffinati e molto potenti.

La comunicazione è un processo e come tale va pianificato, testato, sviluppato. E’ per questo che la promozione ad esempio di uno spettacolo teatrale non può presumere da un lavoro di pianificazione e strategia tra contenuto (spettacolo) e contenitore, i cui codici e risultati possono e devono, come detto, essere gestiti ed organizzati in stretta relazione con professionisti e strutture che conoscono a fondo il processo.

Per approfondire: Marketing teatrale: 4 suggerimenti per promuovere i tuoi spettacoli online

 

Cosa ne pensi del teatro in video? Hai mai valutato l’idea di realizzare una versione cinematografica dei tuoi spettacoli?

Sono un uomo di teatro, questo è il mio linguaggio, la straordinaria possibilità di avere un unico tempo disponibile, il presente e su quello potermi muovere nella suggestione registica o attoriale in una relazione presente, appunto, con un pubblico che esiste e vive. Il meraviglioso gergo teatrale e la sua messa in scena è l’eloquenza, la consistenza, direi, al sogno costruito su di un libro, un testo antico, o qualsiasi possibile forma di scrittura.

Credo poi che alcuni spettacoli, nascano con una pelle già definita, a volte teatrale altre volte cinematografica e che entrambe siano ambiti che possono dialogare. Di fatto le contaminazioni, come in musica sono, a mio parere, un plus se realizzate con attenzione e molto, molto studio.

 

La Divina Commedia ha appena ricominciato la propria tournée. Cosa ti aspetti da questa seconda stagione?

L’anno scorso è stato magnifico incontrare molta gente, tantissimi giovani, quest’anno abbiamo iniziato con tre città Isernia, Assisi e Reggio Calabria ed il riscontro è stato ancor più sorprendente in termini di critica e presenze. Non ho aspettative particolari se non il desiderio che il pubblico possa accostarsi a un libro, il più importante e conosciuto libro della letteratura italiana di tutti i tempi.

Non c’è nulla di pesante nella cultura, nell’arte, si tratta di “capirsi”, di “comprendersi” trovando il giusto linguaggio. Come uomo ed artista ho bisogno di essere ascoltato, di essere visto per poter comunicare il mio sogno, il mio modo, parimenti ho bisogno di ascoltare il pubblico, di sentirlo, di carpirne emozioni e speranze, sensibilità ed aneliti. Ecco, mi aspetto l’incontro, mi aspetto sempre, l’incontro.

 

Puoi ricordare alla nostra community quali sono le prossime tappe dello spettacolo?

Certamente con grande piacere.

Saremo al PalaGeox di Padova il 1 e il 2 febbraio, al Teatro Massimo di Pescara dal 7 al 10 Febbraio, al Teatroteam di Bari 20 e 21 Febbraio,
al Teatro Ciak di Milano dal 7 al 10 Marzo, al Pala GT Morato di Brescia 22 e 23 Marzo, al Teatro Verdi di Firenze il 30 e 31 Marzo, e a Roma al Teatro Brancaccio dal 2 al 7 Aprile.

Un caro abbraccio e saluto a tutto il pubblico di Teatrodigitale.com!

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Tag:, , , Filled Under: Musical Posted on: 30 November 2018

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