Teatro e disabilità: riscoprirsi in scena

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Quanto è necessario il Teatro oggi? Che ruolo o funzione sociale e civile può ancora svolgere il Teatro nella nostra comunità? Il teatro come “scuola” per l’uomo, per le sue possibilità espressive, per la sua capacità di attivare la partecipazione ed offrire interpretazioni e punti di vista “laterali” sulla realtà che viviamo.

Secondo me è ancora assolutamente necessario e il suo ruolo sociale non smette mai di esaurirsi, ma ci sono ambiti dove il teatro, e più nello specifico il teatro sociale (nell’ampio spettro del teatro civile, interculturale e per la disabilità) diventa indispensabile.

Oggi voglio proporti questa bella intervista a Roberto Paoletti, raccolta da Vanessa Daviddi per TeatroDigitale.com, regista, attore, educatore e fondatore della Compagnia – Scuola di Teatro Laboratorio Minimo Teatro di Ascoli Piceno, nata 30 anni fa e dal quale ha preso vita nel 2013 l’interessante progetto MeTe – Abili Equilibri d’Arte e nel 2015 La Casa di Asterione che tratta in maniera dedicata i temi del Teatro Sociale.

 

Come nasce il progetto di teatro sociale ed inclusivo MeTe?

Il progetto MeTe – Abili Equilibri d’Arte nasce nel 2013 fortemente voluto dall’Associazione Culturale Teatrale Laboratorio Minimo Teatro, punto di riferimento riconosciuto nella realtà culturale e sociale della città di Ascoli Piceno. L’associazione muove dalla convinzione che lo sviluppo di un territorio non può prescindere dalla crescita culturale delle persone che lo abitano, e dallo sviluppo di una coscienza comune che possa innescare processi di sensibilizzazione alle differenze, alle fragilità, ai disagi dell’umano.

La conoscenza e l’esperienza dell’associazione in ambito teatrale le fanno intuire la valenza di questa arte come strumento di crescita e di sviluppo della persona.

Nel 2015, da alcuni membri del Laboratorio Minimo Teatro, nasce l’Associazione di promozione sociale La Casa di Asterione che si impegna in attività di formazione, di spettacolo, di azione sociale con la finalità di dare sostegno al bisogno e risposta al disagio sociale attraverso la mediazione artistica.

La Casa di Asterione fa suo e promuove MeTe – Abili Equilibri d’Arte, arte per le differenti abilità.

MeTe - Abili Equilibri d'ArteIl nome del progetto ha lo scopo di sottolineare l’obiettivo dell’incontro tra Me e Te, incontro di individualità e soggettività diverse che, attraverso la mediazione artistica, entrano in contatto, si conoscono e contribuiscono alla crescita reciproca.

Il progetto MeTe non è un progetto “per la disabilità” in cui persone con disabilità vengono isolate nel loro stare insieme, ma un progetto che promuove le abilità differenti dove coetanei con e senza disabilità possono insieme fare un’esperienza significativa e positiva ed arrivare ad accettarsi l’un l’altro, a prescindere dalle proprie abilità o disabilità e valorizzando le differenti abilità di ciascuno.

Il progetto MeTe si fonda sulla convinzione che la diversità non è, e non può essere considerata, come un elemento di discriminazione, ma occasione di incontro e arricchimento reciproco.

La mission del progetto MeTe è l’integrazione di persone con disabilità e normodotate che si incontrano condividendo percorsi di formazione artistica in cui viene offerta loro la possibilità di apprendere elementi e tecniche di base delle varie discipline. L’utilizzo dello strumento artistico permette in modo adeguato, naturale e diretto di far emergere le diverse abilità di ciascuno e da spazio alla costruzione di relazioni tra pari vere ed autentiche così da rompere le differenze tra diversamente abili e normodotati per dare spazio alla condivisione delle abilità personali, le differenti abilità. Ognuno offre la propria abilità e nel contempo apprende dall’altro arricchendo il proprio saper fare favorendo la relazione e l’inclusione.

 

Puoi raccontarci della vostra esperienza come educatori e delle finalità della vostra attività?

Il progetto si concretizza in percorsi invernali di teatro, musica/canto, danza della durata di 6 mesi con incontri a cadenza settimanale e rappresentazione finale. Durante l’estate i ragazzi partecipano a residenze diurne presso un centro di educazione ambientale dove i percorsi artistici si svolgono all’aperto e in un ambiente naturale protetto. Da due anni si sono attivati anche percorsi laboratoriali all’interno di molte scuole di Ascoli Piceno.

Ad ogni attività proposta dal progetto MeTe – Abili Equilibri d’Arte partecipano diversamente abili e normodotati insieme.

Gli obiettivi specifici del progetto:

  • favorire il graduale passaggio dalla mentalità diffusa che vede le persone con diverse abilità come oggetto di assistenza, ad una cultura nuova, che, riconoscendo il valore di ogni diversità, consideri le persone con esperienza di disabilità come soggetti di cittadinanza attiva;
  • offrire alle persone con e senza disabilità l’opportunità di sperimentare le arti sceniche;
  • sviluppare nelle persone coinvolte nel progetto la creatività e l’espressione artistica;
  • scoprire il potenziale artistico individuale nel teatro, nella danza, nella musica/canto, nell’arte circense, nelle arti grafiche;
  • rendere fruibili alle persone con diverse abilità, esperienze formative, aggregative e socializzanti normalmente a loro precluse;
  • favorire nei normodotati la sensibilizzazione, lo spirito di cooperazione e l’apertura alle difficoltà e alle diversità di coetanei, così da porsi alla pari con loro e abbandonare l’atteggiamento a volte subordinato o “assistenziale”.

Pagina Facebook del progetto: https://www.facebook.com/ProgettoMeTeAbiliEquilibriDarte

 

Qual è l’impatto che il Teatro ha sui bambini o comunque sulle persone con delle disabilità?

Il corso di teatro MeTe ha lo scopo di offrire a ragazzi diversamente abili e normodotati la possibilità di apprendere alcune tecniche teatrali di base e di farlo in condivisione con l’altro favorendo la relazione e l’inclusione.

L’obiettivo generale è la creazione di un’identità di gruppo grazie alla condivisione di uno scopo comune raggiunto attraverso giochi/esercizi svolti durante il corso e la realizzazione di un saggio finale. L’identità di gruppo rompe le differenze tra diversamente abili e normodotati per dare spazio alla condivisione delle abilità personali. Ognuno offre al gruppo la propria abilità e nel contempo apprende dall’altro arricchendo il proprio saper fare.

Particolare attenzione viene posta sul modo di vivere l’esperienza da parte dei normodotati. L’obiettivo principale per loro è quello di abbandonare gli schemi mentali ed i pregiudizi con i quali spesso si preparano ad affrontare l’esperienza.

Progetti La Casa Di Asterione

 

Quali sono i risvolti terapeutici del teatro e quali risultati porta?

Il corso di teatro MeTe non si pone obiettivi terapeutici, non è un corso di teatro-terapia eppure si è notato come indirettamente alcuni ragazzi nel tempo abbiano migliorato aspetti dovuti alla propria disabilità.

In alcuni casi di autismo ad alto funzionamento, in cui il cambiamento e l’imprevedibilità generano solitamente ansia e frustrazione, si è verificato un grande miglioramento nel vivere le varie proposte, passando da stati di agitazione e insicurezza fino a vivere i giochi con tranquillità e divertimento per arrivare addirittura ad interiorizzare gli elementi appresi, farli propri e gestirli autonomamente. Sempre nell’autismo è stato superato il rifiuto del contatto fisico, grande scoglio relazionale in questo tipo di disturbo.

Casi con Sindrome di Down che dimostravano forte timidezza e chiusura hanno trovato, attraverso questa esperienza, un modo per sentirsi più sicuri di esprimersi ed interagire con gli altri.

Grandi miglioramenti anche in casi di difficoltà motorie o iperattività che hanno trovato nel teatro il modo di lavorare su aspetti quali il controllo del corpo, l’attenzione e la concentrazione ed, infine, in casi di ritardo mentale si è registrato un notevole sviluppo nelle capacità di coordinamento spaziale e miglioramenti nei tempi d’attenzione e ascolto.

Il corso si è dimostrato altresì utile per lo sviluppo cognitivo poiché ha consentito un costante esercizio per il miglioramento delle capacità di ragionamento e risposta alle richieste. Grande valenza, infine, è costituita dalla possibilità di costruire un’identità di gruppo che favorisce in molti casi una immagine positiva di se stessi riflessa nella positività del gruppo.

Da leggere: Nuove forme di teatro fuori dal teatro

 

Ci sono esperienze di ragazzi che volete condividere con i nostri lettori? Qualche episodio che vi è rimasto nel cuore?

La Trasferta di Monza di appena 20 gg fa è sicuramente la consacrazione del nostro percorso. Viaggiare nella nostra prima replica extra regione inserita nel Festival Tu li sei vero è stato veramente un dono prezioso per tutti. Un momento da conservare che donerà bellezza a tuti i partecipanti (famiglie comprese). Con il pulman siamo partiti da Ascoli per Monza in 35 persone in una due giorni faticosa ma ricchissima di soddisfazioni. La conferma che con impegno, passione, serietà, professionalità e competenza TUTTO è possibile e diventare VERA E REALE INTEGRAZIONE ED INCLUSIONE FATTA DI FATTI E POCHE PAROLE.

 

Quali sono le reazioni del pubblico nel vedere i bambini e ragazzi porsi come dei veri e propri attori sfidando e superando i confini della disabilità?

Le reazioni del pubblico sono sempre entusiaste e piene di soddisfazione. La dimensione “altra” del teatro aiuta naturalmente a creare una dimensione facilitata di relazione e condivisione e possiamo oramai dichiarare senza il pericolo di essere smentiti che con questo percorso non si “risolve” la disabilità ma si abbattono i limiti di questa condizione che rimangono evidenti ma si trasformano in magica potenzialità espressiva e creativa.

Funamboli dentro il viaggio adottivo

Una scena dello spettacolo “Funamboli, dentro il viaggio adottivo”

 

Alcuni dei vostri spettacoli riescono a trattare anche argomenti complessi come l’autismo, volete parlarci di “Ora mi vedi”?

Abbiamo trattato in questi anni questi temi :

  • L’autismo con Ora Mi Vedi
  • Le famiglie adottive e affidatarie con la performance Funamboli
  • La violenza sulle donne con UNA SU TRE
  • Stiamo lavorando sul Cyber bullismo

Per noi la drammaturgia contemporanea deve poter parlare di questi temi ed aprirsi ad una produzione sempre più comunitaria di Teatro Sociale e Civile da proporre anche in luoghi differenti da quelli standard.

Il LABORATORIO MINIMO TEATRO ha messo in scena lo spettacolo “ORA mi VEDI” sul tema dello spettro autistico e per l’alto valore di sensibilizzazione alla tematica dell’autismo lo spettacolo è stato proposto con successo nelle iniziative e azioni della Rete dei CTS Abruzzo.

Performance teatrale sul disturbo autistico – Cooproduzione La casa di Asterione – Laboratorio Minimo Teatro 

 ” Ideata come performance inserita  all’interno di seminari , convegni e tavole rotonde di formazione  sul tema a sostegno della sensibilizzazione di docenti, studenti, comunità sanitarie “.

Note di regia:

Dimenticate i cliché, le frasi fatte, i fiumi di retorica, le leggende metropolitane. Dimenticate tutto quanto avete maldestramente associato a quella strana sindrome di cui spesso neanche ricordate il nome.

Perché l’autismo “è un mondo che ti galleggia invisibile accanto, non te ne accorgeresti mai se non ci entrassi dentro con qualcosa che appartiene alla tua carne”.

Ecco dunque ciò che occorre fare: spalancare l’anima ad un universo immenso, inafferrabile forse, diventare osservatorio speciale, farsi piccoli e guardare, conoscere, scoprire e… vedere.

Il teatro permette di far arrivare un concetto in modo diretto ed efficace, di toccare corde emozionali lasciando segni profondi. Ed è attraverso l’arte scenica che “Ora mi vedi” parla di autismo, una delle forme di disabilità più complesse e misteriose, un disturbo che si manifesta attraverso innumerevoli sintomi ma che alla base ha un fattore comune: lottare ogni giorno per adattarsi al mondo.

Traendo spunto da testi scritti da autori affetti da sindrome di autismo, “Ora mi vedi” cerca di spiegare, di offrire uno sguardo interno come se a parlare fossero proprio gli autistici, individui visti come chiusi e bizzarri il cui vissuto è invece molto più complesso di un “Rain man” geniale che si rifiuta di interagire con gli altri.

Ora mi vedi” cerca di raccontare anche cosa accade a coloro i quali sono quotidianamente a contatto con questo mondo. E se per l’autistico si parla di lotta, essa si rivela ancor più dura e reale per il genitore, mediatore instancabile tra due mondi, contenitore di ansie e speranze che ogni giorno fa di tutto anche solo per un piccolo risultato. “Ora mi vedi” si rivolge anche a loro attraverso una scenografia scarna, solamente alcuni oggetti, una atmosfera sonora intensa e avvolgente e tre corpi umani che indagano l’autismo, lo raccontano: lo vivono.

La performance è stata già presentata in circa 20 città riscuotendo ogni volta positivo consenso da parte delle Istituzioni scolastiche e dagli esperti della specifica patologia.

 

Quale sarà il vostro prossimo lavoro?

Tanti progetti ma su tutti direi che il tema della media educazione e del cyberbullismo sta diventando un tema da sviscerare e “comprendere”.

 

Che ruolo ha il Teatro oggi per chi lo fa e per chi lo vive?

Ti rispondo con uno stralcio tratto da una conferenza del grande regista e pedagogo Jerzy Grotowski:

“Non è il teatro che è necessario, ma assolutamente qualcos’altro. Superare le frontiere tra me e te: arrivare ad incontrarti per non perderti più tra la folla, né tra le parole, né tra le dichiarazioni, né tra idee graziosamente precisate, rinunciare alla paura ed alla vergogna alle quali mi costringono i tuoi occhi appena gli sono accessibile “tutto intiero”. Non nascondermi più, essere quello che sono. Almeno qualche minuto, dieci minuti, venti minuti, un’ora. Trovare un luogo dove tale essere in comune sia possibile…” – Jerzy Grotowski

 

Dopo questa illuminante e provocatoria frase di Grotowski non voglio aggiungere altro.
Per te quale ruolo ha o dovrebbe avere il teatro oggi? Scrivilo nei commenti e facci sapere cosa ne pensi del teatro sociale o se hai altre esperienze da segnalare. E come al solito non dimenticare di condividere questo articolo utilizzando i pulsanti social qui sotto.

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Tag:, , Filled Under: Colpi di scena Posted on: 6 July 2018

Cos’è TeatroDigitale?

Con questo blog vogliamo provare a sondare e raccontare le esigenze del teatro di oggi, ascoltare e condividere bisogni, soluzioni (e anche i piccoli traguardi) delle persone che vivono il teatro, che lo fanno quotidianamente, lo amano e lo fruiscono.

La nostra mission è raccontare il lato digitale del teatro, accompagnare la rivoluzione digitale, che è già in atto in ogni sfera del nostro vivere quotidiano, anche nella dimensione della fruizione teatrale, mostrando le sue influenze concrete sul mondo delle arti performative, ma anche le opportunità di amplificazione della visibilità offerte alla produzione teatrale stessa.


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